Metodo Charmat o Metodo Classico: cosa cambia davvero nel bicchiere?
- 1 giorno fa
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Se hanno entrambe le bollicine, perché un Prosecco e un Metodo Classico sono così diversi? È una delle domande più frequenti durante le visite in cantina, e la risposta è più semplice di quanto sembri: sono il risultato di due modi diversi di produrre uno spumante, e ciascuno dà vita a vini con caratteristiche e personalità differenti.
Per spiegarlo useremo due esempi che conosciamo bene: il nostro Asolo Prosecco Superiore DOCG, prodotto con Metodo Charmat, e Marquise, il nostro Metodo Classico, entrambi nati qui sul Montello.
L'obiettivo non è stabilire quale sia il migliore, ma capire come scegliere quello più adatto al momento che vogliamo vivere.

Due metodi, due filosofie
La differenza principale tra Metodo Charmat e Metodo Classico riguarda il contenitore in cui avviene la seconda fermentazione, passaggio durante il quale si creano naturalmente le bollicine.
Nel Metodo Charmat si utilizzano grandi recipienti di acciaio, chiamati autoclavi. Nel Metodo Classico, invece, avviene direttamente nella bottiglia che arriverà sulla tavola.
Può sembrare solo un dettaglio tecnico, ma è proprio questa scelta a cambiare profondamente il risultato finale.
Il Metodo Charmat punta a preservare la freschezza degli aromi più delicati dell'uva.
Il Metodo Classico, invece, lascia che il tempo trasformi lentamente il vino, che resta a contatto con i lieviti per mesi o addirittura anni, sviluppando una maggiore complessità aromatica
Se dovessimo riassumere tutto in una frase, sarebbe questa:
Il Metodo Charmat custodisce la freschezza dell'uva. Il Metodo Classico trasforma il tempo in un ingrediente del vino.
Cosa significa, in pratica?
Per capire davvero questa differenza possiamo guardare due esempi concreti.
L'Asolo Prosecco Superiore DOCG è uno degli esempi più conosciuti di spumante prodotto con Metodo Charmat. Nel nostro caso scegliamo di utilizzare esclusivamente uve di Glera, per valorizzarne la fragranza, i profumi floreali e la naturale bevibilità.
Marquise, invece, è un Metodo Classico. È ottenuto da Pinot Nero e rimane sui lieviti per oltre 60 mesi prima della sboccatura, una scelta che permette al vino di sviluppare maggiore profondità e complessità.
Ogni produttore interpreta questi metodi secondo la propria filosofia. I nostri vini sono semplicemente due esempi.

Metodo Charmat e Metodo Classico: cosa cambia nel calice?
La differenza si percepisce già dal primo sorso.
Uno spumante prodotto con Metodo Charmat mette in primo piano gli aromi legati al frutto. Nel bicchiere ritroviamo profumi di mela, pera, agrumi, fiori bianchi, accompagnati da una bollicina vivace. Il sorso è leggero.
Il Metodo Classico, invece, offre un'esperienza diversa, costruita nel tempo. Il lungo contatto con i lieviti regala aromi che ricordano la brioche, la crosta di pane, la frutta secca e la pasticceria. La bollicina tende a essere molto fine e persistente, mentre il vino acquista struttura e profondità.
In breve: Charmat = freschezza e immediatezza del frutto. Metodo Classico = struttura e complessità costruite nel tempo.
Non uno migliore dell'altro: due modi diversi di raccontare le bollicine.
Ogni produttore interpreta questi stili in modo personale, ma queste sono le principali caratteristiche sensoriali che distinguono i due metodi.
Quando scegliere l'uno e quando l'altro?
Anche in questo caso non esiste una risposta giusta in assoluto.
Il Metodo Charmat accompagna molto bene aperitivi, antipasti, piatti delicati di pesce e momenti conviviali.
Il Metodo Classico si abbina facilmente a crostacei, pesci importanti, carni bianche e formaggi stagionati, ma può essere anche un vino da degustare con calma, senza necessariamente accompagnarlo al cibo.
Perché il Metodo Classico costa spesso di più?
Una domanda frequente riguarda anche il prezzo.
Una delle risposte, ancora una volta, risiede nel metodo produttivo.
Realizzare un Metodo Classico richiede parecchi mesi, spesso anni, prima che una bottiglia possa essere messa in commercio. Durante questo periodo il vino continua a evolvere in cantina, occupando spazio, richiedendo controlli e lavorazioni dedicate.
Non è semplicemente una questione di posizionamento: il tempo stesso diventa parte del processo produttivo.
Questo non rende il Metodo Charmat un vino "minore", significa solo che il tempo, in quel caso, non è l'ingrediente principale su cui si costruisce il risultato - a contare sono l’origine e la qualità dell'uva, e la precisione in cantina.
Piccolo glossario per orientarsi
- Autoclave: grande recipiente in acciaio dove avviene la seconda fermentazione nel Metodo Charmat.
- Seconda fermentazione: il processo durante il quale si creano naturalmente le bollicine.
- Affinamento sui lieviti: il periodo, da mesi ad anni, in cui il vino resta a contatto con i lieviti nel Metodo Classico, sviluppando aromi e struttura.
- Sboccatura: l'operazione finale del Metodo Classico che rimuove i residui dei lieviti dalla bottiglia, prima della vendita.

Una scelta di stile, non di qualità
Il Metodo Charmat e il Metodo Classico non competono tra loro. Raccontano due modi diversi di interpretare le bollicine.
Il primo punta sull'immediatezza, sulla freschezza e sull'espressione più diretta dell'uva. Il secondo lascia che sia il tempo a costruire nuove sfumature, regalando vini più complessi e stratificati.
Conoscere queste differenze significa scegliere ogni bottiglia con maggiore consapevolezza e goderne appieno l’esperienza che ci regala.
Se poi vorrete assaggiarle una accanto all'altra, durante le visite nella nostra cantina sul Montello sarà facile mettere a confronto il nostro Asolo Prosecco Superiore DOCG e Marquise: due interpretazioni diverse delle bollicine, nate da due metodi produttivi che raccontano il vino in modi completamente differenti.



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