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I VINI In assenza di esperienza o di studi specifici condotti nel territorio e sul territorio, si è nel tempo radicata e accentuata la dicotomia tra vini da vitigno (internazionali e autoctoni) e vini di territorio, che assegna ai primi un vantaggio all’apparenza incolmabile. Inoltre la valorizzazione del territorio non è incompatibile con la mondializzazione del mercato. È vero anzi il contrario il contrario: essa consente a potenziali nuovi consumatori, che vivono lontani dai luoghi di produzione, di poter conoscere a costi contenuti le singolarità, le differenze e, in fondo, gli uomini e le culture che un vino trasmette attraverso la sua origine. E il territorio sia, quindi, uno spazio di espressione della creatività e della capacità degli uomini di produrre ricchezza, rappresenti una risposta concreta alla perdita di punti di riferimento per produttori e consumatori. In uno scenario in cui la mondializzazione si traduce, essenzialmente, in organizzazione spesso impersonale, il territorio è orientamento dall’uomo. E infine la conoscenza approfondita del territorio è rispetto per la terra: nel rapporto – a un tempo scientifico e amorevole - con la natura e il paesaggio vi è una garanzia per la conservazione dell’ambiente, attraverso la necessaria difesa delle risorse naturali che ne sono parte integrante. Inoltre e infine, la presupposta contrapposizione tra vini di vitigno e vini di territorio si elide nel confronto tra le rispettive proprietà organolettiche. La qualità di un vino non è un dato immutabile, assoluto, ma dev'essere riferita al momento storico in cui essa è valutata, unitamente al contesto ambientale e culturale che ne ospita la produzione. |
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